ADOLESCENZA IN (LOCK)DOWN: quando in casa compare il disturbo alimentare

L’equipe dello studio Igea ha cercato in questi mesi di stress e forti ansie di essere sensibile e attenta ai bisogni e alle situazioni dei suoi pazienti, riuscendo così a formulare una proposta di intervento mirata per una categoria duramente colpita dalla situazione attuale e che ci sta particolarmente a cuore: i ragazzi.
Abbiamo purtroppo riscontrato come vivano molto (troppo) spesso realtà di isolamento e solitudine, congiuntamente all’impegno scolastico e informatico protratto e all’impossibilità di avere accesso a quanto di liberatorio e costruttivo la loro età offre, tra sport e compagnie. L’adolescente sta attraversando una fase piuttosto informe, priva di confini sia temporali che istituzionali,  che si traduce pericolosamente nell’incapacità di pensare al futuro, di sognare. Sentiamo sempre più di frequente di episodi di malessere ed ansia, talvolta panica, che caratterizzando questa età della vita si traducono altrettanto frequentemente sul corpo, sottoforma di disordini alimentari (solitudine, frigorifero a disposizione h24 e perdita dei riferimenti temporali sono i principali elementi favorenti questa situazione).
La sregolatezza alimentare implica una modificazione del corpo (aumento o perdita ponderale) che crea preoccupazione nei genitori e malessere nei ragazzi; per questo motivo la presa in carico della situazione deve essere capace di accogliere necessità e punti di vista diversi. La diagnosi di un disturbo alimentare infatti, come per qualsiasi altra diagnosi anche di tipo organico, produce una risonanza emotiva importante nel nucleo familiare, modificandone l’omeostasi. I genitori spesso si sentono impotenti, arrabbiati, in colpa oppure negano il disagio, relegandolo solo ad un problema di “peso”. Arrivano in genere a sentirsi faticosamente soli nella gestione del proprio figlio adolescente, inevitabilmente aumentano le tensioni interfamiliari e si destabilizzano gli equilibri già raggiunti.
L’équipe propone un modello di intervento per le figure genitoriali che si articola in alcuni incontri di tipo psicoeducazionale che possono, a seconda dei bisogni espressi e nell’ottica di una presa in carico completa del ragazzo/a, evolvere anche in interventi strutturati di terapia familiare. Questo approccio, che prevede una stretta collaborazione e intervisione fra le figure dell’équipe, permette una valida e ottimale gestione del caso visto da ogni punto di vista delle varie figure professionali.
Entrando nel dettaglio, il modello di intervento della nostra equipe si articola attraverso:
-nutrizionista (componente alimentare e del peso)
-psicologo psicoterapeuta (valutazione e gestione dell’adolescente)
-psichiatra psicoterapeuta (supporto e gestione della coppia parentale)
-cardiologo (valutazione della malnutrizione, visita  cardiologica ed elettrocardiogramma  per evitare le complicanze cardiache)
-diabetologo (prescrizione, lettura e valutazione esami ematici )

Ciascuno lavora coi suoi metodi di valutazione (colloquio, strumentazione apposita, eventuali procedure testali diagnostiche) per costruire risposte esaustive ad ogni situazione, di natura psico/affettiva e/o organica.